viabilità 

«Non possiamo affidarci alla fortuna»: Fiab dopo il ciclista travolto dal tir e miracolosamente salvo rilancia l’allarme sicurezza a Genova

Dopo l’incidente di viale Brigate Partigiane, l’associazione chiede misure immediate per limitare i rischi legati ai mezzi pesanti in ambito urbano. Per Fiab non si tratta di un caso isolato, ma di un problema strutturale che continua a esporre ciclisti e pedoni a pericoli gravissimi

L’incidente di questa mattina in viale Brigate Partigiane, dove un ciclista di 61 anni è stato travolto da un mezzo pesante e si è salvato soltanto per una concatenazione fortunata di circostanze, riporta con forza al centro del dibattito un tema che da tempo associazioni e osservatori indicano come uno dei più critici per la sicurezza urbana. Si tratta di un episodio che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia e che conferma, ancora una volta, quanto denunciato nel dossier “Sicurezza stradale e mezzi pesanti” presentato da FIAB Genova e Legambiente.



A intervenire, poche ore dopo l’accaduto, è Fiab Genova che parla di tragedia sfiorata e sostiene che quanto successo confermi punto per punto gli allarmi già contenuti nel dossier presentato nelle scorse settimane.

Secondo le prime ricostruzioni, il conducente del tir non si sarebbe accorto della presenza della bicicletta, probabilmente a causa dell’angolo cieco anteriore. È proprio questa la dinamica che le due associazioni indicano da tempo come una delle più pericolose nei contesti urbani, soprattutto quando a condividere la carreggiata con i camion sono utenti più esposti come ciclisti e pedoni. Il punto, nella loro lettura, è che non si sia davanti a un episodio eccezionale, ma a una fragilità strutturale del sistema della mobilità cittadina.

Nel comunicato diffuso dopo l’incidente, Fiab Genova torna a chiedere interventi immediati e concreti. Al centro delle proposte c’è l’obbligo di installare sensori anti-angolo cieco e sistemi in grado di rilevare la presenza degli utenti più vulnerabili sui mezzi pesanti, insieme a una regolamentazione più severa degli accessi nelle aree urbane considerate più delicate. L’associazione richiamano anche gli standard previsti dal regolamento europeo “General Safety Regulation” e insiste sulla necessità di realizzare infrastrutture che riducano il più possibile i punti di conflitto tra biciclette e traffico motorizzato.

Per Fiab Genova l’episodio di oggi non può essere archiviato come un incidente finito bene. «Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna» è il senso della presa di posizione, che mette in guardia dal rischio di aspettare il prossimo schianto grave prima di trasformare gli allarmi in scelte operative. Nella valutazione dell’associazione, il fatto che oggi non ci siano state vittime non attenua la gravità del quadro, ma anzi rende ancora più evidente quanto il margine tra sopravvivenza e tragedia sia ormai troppo sottile.

Per questo Fiab Genova rinnova la richiesta al Comune di aprire un confronto operativo che porti rapidamente a misure effettive. L’obiettivo non è soltanto reagire al singolo episodio, ma affrontare in modo sistematico il rapporto tra mezzi pesanti e viabilità urbana, prima che un incidente con dinamiche simili si chiuda in modo irreversibile.


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